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GLI SCRITTI

Mio marito
2205 - E anche quando il santo padre Pio, che ci unì in matrimonio, mi disse quella benedetta, illuminante frase: “E non hai ancora capito che questa è la tua croce”, io non ne capii il vero, unico, profondo significato, quello cioè che, sopportandola serenamente pur continuando a soffrirne, essa rimaneva il grande, luminoso mezzo per arrivare a Dio, al quale avrei offerto tutta la mia sofferenza.
Mio marito
2206 - Quanti dolori in meno per me e, soprattutto, quanti dolori avrei risparmiato a te, mia povera, dolce, fedele, laboriosa sposa, che la tua vita interamente mi donasti in un’abnegazione di tutta te stessa per il bene mio e dei figlioli da Dio voluti per formare la famiglia ideale da lui desiderata, quale esempio in un mondo che già allora sentiva prossimo il disfacimento della pur piccola, ma importantissima cellula della società.
Mio marito
2207 - È merito tuo, siine certa, se questa famiglia è rimasta unita e salda, anche se tanto era il mio desiderio di amalgamarmi a voi per crescere insieme, per vivere insieme per la gloria del Padre che è nei cieli.
Mio marito
2208 - Tu sei della tempra di mio padre, del mio caro babbo, che pur non mi capì. Ma forse ero io che non capivo né lui, né mia madre, né i parenti, nè gli amici che incontravo e che per motivi vari sempre allontanavo da me, da voi… Quanto orgoglio, quanta vanità pur vestita di umiltà, di questa virtù che ho cercato di perseguire fin dalla giovinezza, ma che soltanto in età già avanzata mi pervase veramente l’anima.