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GLI SCRITTI

Gesù, non mi dici più niente?
Gesù
1837 - Niente più di quanto già sai e che ogni giorno salirà dal tuo cuore a piccoli frammenti: quel tanto che basta per l'esigenza di quel giorno.
Così per te, così per tutti quelli che mi leggeranno; e ognuno renda grazie a Dio grande e misericordioso che ha voluto, ancora una volta nei secoli, esprimersi attraverso te, sua misera creatura, nel modo che oggi può essere proficuo a tante altre sue misere creature.
E così sia!
Gesù
1838 - Il sacerdote nell'omelia ha detto: “Più che dire: c'è chi crede e chi non crede, sarebbe meglio dire: c'è chi sa e chi non sa”. E io aggiungo:... e chi non vuole sapere, anche se in questi non di rado c'è già lotta e più ardore che nei tanti indifferenti che assomigliano ai cristiani tiepidi che io ripudio.
Gesù
1839 - Attraverso te e le molte misere creature - che mi hanno amato, mi amano e continueranno ad amarmi pur dibattendosi dolorosamente nel loro fragile e tentato involucro - io ho voluto e voglio rinnovare il mio invito a contraccambiare il mio amore, che da sempre va a tutte e ciascuna delle mie creature, concretizzandolo in ogni momento della vostra vita verso l'umanità in tanti modi sofferente, dietro la quale nascondo il mio volto.
Gesù
1840 - Con te e con voi di famiglia ho alle volte esasperato i termini, opportunamente, per tutte quelle anime che ben altrimenti di te e di voi hanno mancato e mancano verso il Padre (quante volte infatti vi ho ripetuto che quando parlavo al singolo era come parlassi a tutti) per ricordare che la sua misericordia abbraccia tutti, non uno escluso, anche coloro che sono tentati di non sperare più nemmeno in Lui.