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GLI SCRITTI

Mio marito
1529 - E poi, figliuolo caro, ricordami ancora più spesso! Non ripetere mai gli errori da me commessi, quegli errori che tanto ti ferirono da giovanetto, soprattutto verso tua madre che ti affido come se in te potesse rivivere un altro me stesso. Così potrai ridare a lei, nell'età più avanzata, anche se in modo ovviamente diverso, quell'amore che profondamente, sinceramente e fedelmente le portai, ma che, troppo spesso, non seppi manifestarle anche in quei gesti e in quelle parole che formano, in piccolissimo mosaico, tutto il tessuto di ogni giornata.
Ti benedico! A Dio!
Mio marito
1530 - “Com'è bello, Gesù, stare insieme ed amarci come ami tu”, che ci hai insegnato l'unica, sicura strada, che ci conduce direttamente a Dio: la strada dell'amore verso i fratelli, a cominciare dai più prossimi; quella strada, quella via veramente stretta per un cuore chiuso e spesso ipocrita, ma sempre più percorribile e speditamente se - allenati da un esercizio quotidiano di preghiera, di sacrificio e di offerta del lavoro, sia materiale che spirituale - aumenterete la vostra sofferta e sempre più desiderata disponibilità alla volontà del Padre.
Mio marito
1531 - Voi avete infatti già cominciato ad amare la sua misericordia, la sua pace e, spero, anche la sua giustizia nelle parole a voi rivolte che, pur essendo spesso severe, vi aiuteranno ad aumentare in voi l’imprescindibile necessità di darvi tutti alla sua causa.
Mio marito
1532 - Com'è bello, Gesù, stare insieme ed amarci l'un l'altro come tu hai amato tutti e ciascuno di noi, come tu continui e continuerai nei secoli anche se deriso, disprezzato, oppresso, odiato e condannato dai fratelli, ai quali hai offerto tutto te stesso in olocausto estremo, quello della tua morte in croce, dopo tutta una vita spesa ad insegnare agli uomini come e fino a quanto si può amare.