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GLI SCRITTI

Gesł
1377 - Oh, piccoli figli, amici miei carissimi! Riempite tutti voi stessi di tale amore e amatemi nei vostri fratelli vicini e lontani!
Amateli nella loro bellezza, nella loro soavità, nella loro tristezza, nella loro malvagità.
Gesł
1378 - Scacciate da voi ogni repulsione verso coloro, che vi suscitano antipatia o dileggio o spregio; riconoscete sotto le loro sembianze tristissime il mio volto spesso sfigurato dal vizio, dall'abitudine al peccato e dalle più turpi azioni (compiute sovente in modo meccanico, senza più pensare, senza più sperare, senza più credere a nessuno, neppure a se stessi), cercando così di essere per loro il buon samaritano, il buon pastore e il buon amico che mai fu loro vicino, forse fin dalla nascita.
Gesł
1379 - È per loro infatti che io sono venuto, per loro che sono molto più vicini al mio cuore di quei falsi cristiani che si battono il petto pensando a tutt'altro che alla contrizione per i loro peccati, dei quali spesso hanno scordato perfino il senso.
Per questo, i sacramenti che per primi erano stati istituiti per profondere grazia (la confessione-penitenza e la comunione-eucarestia) torneranno invece a loro maggiore vergogna, con conseguenze spesso irreparabili di condanna per loro, di scandalo per i loro fratelli e di dolore per il mio cuore divino!
Vi benedico.
Gesł
1380 - Sono grato a tuo figlio per come ti ama e ti consola, mio docile e valido strumento in questo delicato e sublime rapporto.
Madre e figlio! Com'è dolce farmi ricordare il tempo della mia vita umana, quando incarnato per voi nel seno della mia creatura più santa e immacolata, nascendo e vivendo con lei quasi tutto il tempo della mia vita terrena, diedi a voi tutti l'esempio del meraviglioso filo che può unire il cuore di una madre a quello del figlio in un infittirsi di piccoli atti di amore, di comprensione e di condivisione, che anticipano per soavità la gioia della vita celeste.