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GLI SCRITTI

Mio suocero
697 - Il significato vero delle tombe è un altro: è qui che si riunisce la famiglia, e un monito, un consiglio, un conforto noi possiamo ancora darveli solo se, con animo sinceramente affettuoso e con spirito sinceramente ossequioso, voi vi avviciniate ai nostri poveri resti mortali, che ogni volta comunque vi ricorderebbero ciò che altrimenti soltanto alle Ceneri vi sarebbe sensibilmente rammentato: “Memento homo...”!
Mio suocero
698 - E io vi dico, figliuoli: niente al mondo vale se non la preparazione più accurata alla vera vita futura! Ciò che dovete pur fare in quella terrena nei compiti specifici di ogni giorno, eseguitelo con il maggiore impegno possibile come dall'alto vi è richiesto, ma nella luce del Signore e con lo sguardo rivolto sempre all'alto, così che ogni preoccupazione vi appaia minima e accettabile, come scontata e gradita perché segno della croce; piccoli e grandi segni che, se accolti come volontà del Padre, segneranno il ritmo forte e possente del vostro passo nel cammino verso di lui.
Oh, ascoltate il ritmo e il suono di questi passi e auguratevi che siano tanti, forti e sicuri!
Mio suocero
699 - Guai a voi se, ascoltandovi nel segreto delle vostre anime, non sentiste che silenzio e vuoto! Meglio, tanto meglio il pulsare forte e spesso doloroso delle mille piccole, grandi cose da sopportare ogni giorno e ogni ora.
Mio suocero
700 - Aperti dunque a queste esperienze di vita, anche nel dolore, sarete più pronti a capire e a conoscere e servire sempre più il vostro Dio, che altrimenti sarebbe Padre di poveri esseri morti anzitempo, morti nello spirito, morti alla grazia della vita eterna.