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GLI SCRITTI

Gesł
1949 - Umiltà e consapevolezza che ti rendono oltremodo vigile con il necessario aiuto della preghiera davanti alle mille tentazioni, in altrettanti modi mascherate, che il principe delle tenebre quotidianamente profonde in te, attorno a te, in tutti i figli miei, più sottilmente in coloro che più aspirano alla perfezione, quella voluta per tutti dal Santo di tutti i Santi.
Gesł
1950 - La mia gioia sia con te e con i tuoi figli e sia propagata al numero più grande di quanti leggeranno questi “scritti” e tutti - capendo meglio, sempre meglio comprendendo l'umiltà e la consapevolezza di cui sopra - sapranno abbandonarsi alla volontà di quel Padre che tanto ama tutti e ciascuno; e il modo di vivere, così rinnovato, sarà quello piacevole e disinvolto che contraddistingue il Vangelo del mio Marco di cui oggi ricorre, secondo Liturgia, la rimembranza.
Gesł
1951 - Studiateli un po' i Vangeli dei miei figli prediletti, ma non pedissequamente: metteteci un po' d’interesse, autentico interesse personale.
Ciascuno di voi ha questo diritto e, soprattutto, questo dovere.
Troverete forse in Marco la fluidità meno sofferta di chi racconta per sentito dire, per quanto da fonte ineccepibile; condizione del resto anche vostra, soprattutto se avrete saputo, come Tommaso, anche se in ritardo, accogliere con fede piena la splendente felicità della Resurrezione, sicura promessa per voi di vita eterna.
Gesł
1952 - Vorrei tu riferissi l'episodio descritto da Madre Teresa di Calcutta: una sera, un signore venne nella nostra casa e mi disse: “C'è una famiglia di indù, con otto figli, che da molto tempo non ha da mangiare. Fate qualcosa per loro”. Presi un po' di riso e andai subito. Potei constatare sui volti dei bambini una fame tremenda. E tuttavia, quando la madre prese il riso lo divise in due porzioni e uscì. Allorché fu di ritorno le chiesi: “Dove siete stata? Cosa avete fatto?”. Ella mi diede una sola risposta: “Anche loro avevano fame”. Aveva dei vicini alla porta accanto, una famiglia musulmana, e lei sapeva che avevano fame. Non portai dell'altro riso per quel giorno, perché volevo che essi sperimentassero la gioia di donare. Non ero sorpresa che lei sentisse il desiderio di donare, ma ero sorpresa che sapesse che erano affamati. Anche noi sappiamo? Abbiamo il tempo anche solo di sorridere a qualcuno?