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GLI SCRITTI

Gesł
1477 - E così, nel corso dei secoli, l'Amico, il Fratello, il Salvatore che essi avrebbero dovuto riconoscere in me, non divenne che un nemico da temere, da perseguitare, da uccidere. La Parola mia salvifica non fu recepita che da pochi e il dono che lasciai in memoria di me fu spesso, durante i secoli come ancora oggi, segno di dolore anziché di gioia, perché portò condanna anziché pace, la mia pace. In questo senso vi ho parlato nei secoli con amore e con autorità, sapendo cioè che, seguendo la mia parola, perseguivate solo il vostro bene.
Gesł
1478 - La pace, la mia pace regni nei vostri cuori così che io possa abitare con voi e voi con me.
Gesł
1479 - È stato, è e sarà un banco di prova (si riferisce alla lunga degenza in ospedale di un parente e alla malattia grave di mia sorella, assistiti giorno e notte da noi tutti).
Chi ha orecchi ha inteso, intende, intenderà e saprà trarre, da tutto, ammaestramento salutare se, poi, continuerà o incomincerà a offrirsi in tutta disponibilità, senza più porre limiti (lo scritto continua il 12 aprile, lunedì dell’Angelo) all'ondata di grazia che ho voluto fosse per voi tutti lavacro purificatore.
Gesł
1480 - Così le vostre vite saranno veramente, a imitazione mia, sacrifici perenni, che vuol dire soprattutto disponibilità a tempo pieno, con generosa apertura agli altri, senza più limitazioni di tempo, di fatica, di rinuncia: quella rinuncia costante di ogni momento della vostra giornata, con sacrificio totale di voi e non con il dono sporadico degli spiccioli del vostro tempo.