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GLI SCRITTI

La lettura del Vangelo mi ha ricordato oggi la risposta di san Giovanni Battista alla domanda sulla sua identità: “Io sono la voce di colui che grida nel deserto”.
Ges
1457 - E tu che risponderesti?
Ges
1458 - E scrivilo, dunque!
Io sono la mano di colei che scrive al deserto ciò che Dio le comanda, al deserto di tanti cuori che, pure assetati di parole di incitamento, di amore e di comprensione, ne ascoltano il suono e... sterilmente tentano di assimilarne il contenuto.
Ges
1459 - Tuttavia la maggioranza resta insensibile all'improrogabile necessità di un cambiamento che strappi fin dalle radici le male erbe che continuano a proliferare fino a ottundere le coscienze e, quel che è peggio, a trasformare quelli che si ritengono “buoni cristiani” in ciechi e sordi, che s'inerpicano barcollanti negli ardui sentieri della vita, tanto da non capire più, da non sapere più che appartengono ormai, e forse ineluttabilmente, alla troppo numerosa categoria dei sepolcri imbiancati, da loro stessi tante volte menzionati con orrore e sdegno, con la sciocca e puerile presunzione di non appartenervi!
Ges
1460 - Stolti fratelli miei! Devo forse chiedervi di studiare a memoria quanto della mia parola - che di volta in volta vi viene proposta - sentite possa servire a ciascuno di voi?