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GLI SCRITTI

Gesł
973 - Il malato nel fisico, anche se molto malandato, può camminare finché non cade stremato. Il malato spirituale continua a camminare, materialmente parlando, a parlare, a cantare e a ballare e invece è morto, è spento; la gente vede di lui soltanto la maschera, l'involucro che egli potrà camuffare sì da ingannare il suo prossimo, il quale può perfino vederlo santo, addirittura santo (è già accaduto ed accade ed accadrà ancora: sono le estreme e raffinate opere del demonio!), ma egli è sempre e soltanto un cadavere.
Gesł
974 -

Solo uno sforzo sovrumano suo e di chi gli vuole veramente bene lo aiuterà a trarsi da quella micidiale corazza che con le sue stesse mani ha costruito e fortificato.
Con le sue stesse mani, volontariamente! Anche se, interrogato giorno per giorno da un ipotetico inquisitore, egli troverebbe tante giustificazioni di ogni suo atto di debolezza; tante, da offuscare fino a cancellarla la voce della coscienza che, sempre più debole, invano si opporrebbe al prorompere del male, che ha tanta più presa su di voi quanto più deboli vi trova.

Gesł
975 - Non tardate a capire la necessità della coerenza tra parole ed opere; anche se dovrete soffrire molto per trarre quella linfa vitale che non si acquisisce se non con l'aiuto dei fratelli. Non ci si santifica da soli, ma con il concorso e l'aiuto dell'intera comunità!
Gesł
976 - E il segno della croce, oltre ad essere il simbolo del cristiano, è contemporaneamente e indissolubilmente alla base della fede, della speranza e della carità.