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GLI SCRITTI

Maria santissima
645 - Ma poiché ti so bambino, ecco che allora rispetto la tua fragilità e la tua debolezza e delicatamente ti porto fra le braccia della tua sposa.
Ella, che pur non è in grado in questo momento di ricevere tanto dolore, accoglierà con rinnovato amore questo peso che tu le porgerai attraverso me e io le darò forza e saggezza perché tutto venga risolto con il tuo contribuot per il vostro miglior bene. Un giorno forse non lontano tu potrai dire: “Ecco, attraverso la mia sposa, vedo Dio e la sua opera in me e nelle cose intorno”.
Maria santissima
646 - E sarà un giorno di gaudio anche quassù perché tu avrai saputo, e con te i tuoi figli, che esiste veramente un’unità interiore fra gli uomini e Dio, fra voi e il vostro Dio, anche se questa unità vi è costata molto. Sarà un giorno di vittoria su voi stessi, sui vostri istinti, ma soprattutto sul vostro orgoglio, che è amor proprio spinto all'eccesso, tanto da crearvi una visione sbagliata e artificiale di tutte le cose.
Vi benedico!
Gesł
647 - Uh, quanta carta, quanta carta! Come sono contento! Quanti disegni ho fatto anch'io da bambino! Mi piaceva, sai, riempire la carta di tanti bei ghirigori e disegnini e poi sentirmi dire che erano capolavori e che ero bravo! Anzi, se non me lo dicevano, mi rattristavo un po’. Tuttavia man mano che crescevo, ecco che mentre ingigantiva in me il bisogno di progettare, diminuiva la capacità di esternare questa mia estrema necessità e tutto il mio cuore era colmo del dolore che ogni mio disegno deluso mi ispirava.
Gesł
648 - Ora ti spiego più chiaramente: io maturavo e capivo sempre meglio che la volontà del Padre mio celeste era veramente quella, ma che i disegni non avrebbero avuto nessun valore se ciascuna delle anime per le quali erano stati progettati non rispondeva in pieno all'aspettativa dell'Artefice in tutte le sfumature oltre che nei contorni; e spesso, troppo spesso, dovevo accontentarmi di un abbozzo rudimentale che nulla o molto poco aveva a che vedere con la divinità dell'Artefice sublime, perché ogni tocco del mio pennello e, spesso, del mio scalpello - perché tale era lo strumento, che più di frequente si confaceva alla durezza del materiale da trattare - veniva ad urtare veementemente contro la volontà (il libero arbitrio) di quella o di quell'altra anima, che pur dicendosi alle volte pronta, si ritrovava invece ad essere più impreparata e più ostile di altre, in un primo tempo molto contrarie.